ABOLIZIONE DELLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE E INTRODUZIONE DELL’OBBLIGO DI INFORMAZIONE.
I miei periodi di assenza dalla blogosfera non sono mai intenzionali, ma del tutto spontanei.
Quando rifletto sono solita tacere, e il mio silenzio è un silenzio a 360°.
Questo paese non mi piace più, e soprattutto non mi piacciono più gli italiani, è più forte di me.
Al punto che sempre più spesso mi sento un’aliena, un’emarginata, un’esclusa rispetto alla mentalità corrente (statisticamente generalizzando).
Penso che il problema principale in Italia ruoti attorno all’informazione.
L’informazione che è completamente scomparsa dai canali di massa, quelli accessibili e noti a tutti. Possiamo gridare (legittimamente) al regime e alla dittatura della disinformazione.
Ma mi piacerebbe molto sapere quanti di coloro che si uniscono a questo accorato grido d’allarme, compiano poi effettivamente uno sforzo in più per accedere all’informazione.
Perché l’informazione esiste.
Esistono zone franche in cui operano ancora uomini liberi.
Ma ho il legittimo sospetto che ancora molto pochi siano coloro che si affannano nella ricerca.
Coloro che vogliono sapere.
La ricerca dell’informazione è diventata faticosa.
Per molti purtroppo la pigrizia intellettuale trasforma il faticoso in “impossibile”.
Questo mi fa paura.
Perché poi, nelle cabine elettorali, in nome di una democrazia che esiste solo quando fa comodo a qualcuno, entra la stragrande maggioranza che ignora.
Una maggioranza pericolosissima, che ha danneggiato e danneggia senza ritegno né rispetto questo paese molto di più di quanto possano farlo i loro “rappresentanti”.
Ecco dove, a mio parere, si concentrano i problemi di responsabilità, di dovere morale e civile.
Ecco perché, provocatoriamente, io propongo un test di autovalutazione di idoneità al voto, attraverso il quale ogni elettore possa verificare la propria adeguatezza al voto prima di esprimere la propria preferenza.
Prima che possa fare inconsapevoli ed irreparabili danni.
Prevenire è meglio che curare, insomma.
Un test che possa misurare qualitativamente il grado di conoscenza del cittadino riguardo vari argomenti, fondamentali per una LIBERA SCELTA :
- Conoscenza della costituzione italiana
- Conoscenza dettagliata della legge elettorale in vigore
- Conoscenza dettagliata del passato pubblico di ogni candidato (esperienze lavorative e politiche precedenti, fedina penale).
- Cenni di Storia d’Italia
- Conoscenza approfondita dei programmi dei vari schieramenti politici.
Ho la presunzione di ritenere che SOLO chi sia in possesso di tali conoscenze possa realmente esercitare in assoluta libertà e col dovuto rispetto, il diritto e il dovere di scegliere i propri rappresentanti.
Con la stessa presunzione mi arrogo il diritto di inferire che POCHI ITALIANI vadano a votare con rispetto di sé, del proprio paese e della collettività.
E con maggiore presunzione affermo che se ogni italiano avesse il rispetto necessario per acquisire le informazioni di cui sopra, NESSUNO SI RECHEREBBE PIU’ ALLE URNE.
Ma, per questo, ça va sans dire, occorre una COSCIENZA, un’assunzione di RESPONSABILITA’ e uno SPIRITO CIVICO che francamente, guardandomi intorno, non vedo da nessuna parte.